Nazionale

Combattere la povertà: solo ora bisogna “fare in fretta”?

Dopo la deputata bergamasca del Pd Elena Carnevali intervistata qualche giorno fa da BergamoNews, ieri è stata la volta del ministro dell’agricoltura Maurizio Martina, anche lui bergamasco, anche lui del Pd, ad essere intervistato da La Repubblica. Argomento delle interviste: il reddito di inclusione.
– Domanda: Lo sa che vi accuseranno di orchestrare la più grande mancia preelettorale, vero?
– Risposta: Non scherziamo. È un provvedimento atteso da parecchio tempo. Per la prima volta abbiamo risorse strutturali per finanziare un intervento come questo, siamo l’unico Paese in Europa a non avere uno strumento di contrasto universale alla povertà. […] Occorre fare presto.

Ma scusate, quando nel 2015 il Movimento 5 Stelle ha portato in parlamento una mozione per far approvare un disegno di legge sul reddito di cittadinanza per aiutare le famiglie bisognose dove stavate?
Eppure le coperture finanziare erano previste…
E non si trattava di fare “mero assistenzialismo” (come sembrerebbe dalla legge delega depositata in senato), ma di investire 17 miliardi [sono appena stati spesi 20 miliardi qualche giorno fa per fare l’ennesimo “salva banche”] per aiutare chi fatica ad arrivare a fine mese, garantendo in più un “reddito minimo” e, allo stesso tempo, facendo investimenti per fare ripartire il mondo del lavoro.

La proposta del M5S prevede che, a fronte dell’erogazione del contributo, il beneficiante debba seguire un percorso di riqualificazione e debba rendersi disponibile sia a svolgere lavori socialmente utili, sia ad accettare lavori compatibili con il proprio CV propostigli dai centri per l’impiego, pena la perdita del diritto al contributo.

All’epoca si bocciò la proposta con “farneticazioni” circa l’incostituzionalità della proposta (si rileggano Paolo Maddalena e Gianni Ferrara in proposito) e affermando, per bocca di Renzi, che “per combattere la povertà serve più lavoro”.
Ora, visti i risultati esilaranti del “più lavoro” prodotto dal Jobs Act, bisogna fare presto?

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