Ambiente, Provincia

Possibile che nessun sindaco voglia sapere lo stato di salute dei propri cittadini?

Condividiamo il comunicato del Comitato la Nostra Aria e Rete Rifiuti Zero Lombardia che da quasi due anni si battono affinché si conosca, mediante un’analisi epidemiologica, lo stato di salute dei cittadini residente nelle vicinanze del cementificio Italcementi di Calusco d’Adda che ha chiesto alla provincia di Bergamo la possibilità di utilizzare come combustibile la bellezza di 110 mila tonnellate ogni anno di CSS, cioè plastiche, gomme e pneumatici.

 

Prosegue il nostro impegno per coinvolgere direttamente i sindaci nello svolgimento di una indagine epidemiologica indipendente.

Sabato 18 marzo abbiamo consegnato sindaco di Cornate d’Adda le firme di suoi concittadini, raccolte con petizione popolare tramite gazebo pubblici sul territorio di Cornate.
A queste abbiamo aggiunto le firme di più di cento medici specialisti che, tramite questa seconda petizione, si sono dichiarati fermamente contrari all’aumento di combustione di rifiuti nel cementificio di Calusco d’Adda.

Come sempre ringraziamo il sindaco della disponibilità e la popolazione per la partecipazione, che non ha mancato di intervenire con domande circostanziate ed anche positivamente provocatorie.

Nel consegnare le firme facciamo bene notare al sindaco che queste devono essere viste come forte strumento che lo legittimi ad avviare, insieme ad altri comuni, una indagine epidemiologica indipendente.

Purtroppo, nel chiedere riscontro al sindaco di una sua decisione solamente presa di posizione in merito, ci troviamo davanti alla declamazione di tutte le difficoltà certamente reali che le amministrazioni si trovano ad affrontare per giustificare la spesa.
Un atteggiamento quindi più “protezionista” che “interventista”, nel senso che si pongono tutti problemi senza auspicare nessuna soluzione, anche di tipo interlocutorio preliminare.

Il tutto per non si sa quale timore svolgere indagini sanitarie seria, mentre quando si è trattato di spendere 10.000 Euro per un consulto tecnico, sono bastate poche settimane per procedere attivamente della pratica. Tra l’altro, a quanto sembra, senza ottenere poi un significativo riscontro.

Anche in quest’occasione vorremmo gridare a tutti i sindaci di mettere da parte i dubbi, ed impegnarsi seriamente e velocemente in una indagine epidemiologica indipendente con tecnici professionisti.
Bisogna liberarsi dai vincoli della burocrazia, è importante trovare subito la strada per rispondere alle richieste di migliaia di cittadini chi da più di 18 mesi si rivolgono alle istituzioni chiedendo questa analisi indipendente!

Altre consegne di firme ai sindaci di altri comuni sono previste, vi terremo informati!!

Fonte: Comitato La Nostra Aria

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