Brembate

Nuova sala giochi con VLT a Brembate: una scelta (politica) per i nostri giovani

Preoccupati dall’imminente apertura di una nuova sala giochi con VLT a pochi centinaia di metri dal parco giochi di Leolandia, nei giorni scorsi abbiamo incontrato l’amministrazione di Brembate con i nostri amici del locale gruppo di Capriate San Gervasio.
Grazie all’interessamento del consigliere regionale del M5S Dario Violi, gli uffici della Regione Lombardia “no slot” hanno infatti recentemente chiarito che è nella facoltà delle varie amministrazioni locali individuare anche “altri luoghi sensibili” oltre a quelli stabiliti dalla legge, modificando il Piano delle regole del Piano di Governo del Territorio.

Proprio in virtù di questo importante chiarimento, abbiamo chiesto espressamente all’amministrazione Doneda un impegno concreto, e non solo belle parole, nel contrastare la dipendenza dalle ludopatie: una modifica al Piano del regole che includesse anche il parco giochi di Leolandia come “luogo sensibile di aggregazione giovanile”, proprio come consigliato espressamente dagli uffici regionali, evitando quindi l’apertura di una nuova sala Slot a meno di 200 metri da un così importante centro di aggregazione giovanile.
Il sindaco ha invece ribadito fermamente la sua volontà, già espressa in consiglio comunale, di far valere il diritto del privato a fare impresa, modificando il Piano delle regole solo ad autorizzazione avvenuta, anteponendo il diritto di un privato a quello che per noi è un interesse generale, ossia il benessere dei nostri giovani che, ritrovandosi una sala Slot a brevissima distanza da importanti centri di aggregazione, quali Leolandia e i due fast food, potrebbero, un domani non troppo lontano, cadere nella rete della ludopatia.

L’iniziativa economica privata è certamente libera ma, come sottolinea lo stesso articolo 41 della Costituzione, essa non può svolgersi in contrasto con l’utilità sociale.

Proprio su queste basi abbiamo chiesto al sindaco di fare una scelta politica per il bene della comunità, ma abbiamo ricevuto la risposta che ci avrebbe dato un notaio, intento a tutelare maggiormente il diritto di un privato a fare impresa.

2 Comments

  1. Luca Rosa

    Questa sarebbe informazione chiara e approfondita? La propaganda bolscevica era più obiettiva. Perchè non pubblicate il verbale della riunione, per far capire cosa si è veramente detto?!?
    “abbiamo ricevuto la risposta che ci avrebbe dato un notaio, intento a tutelare maggiormente il diritto di un privato a fare impresa.” Tipica frase che vuol far passare un concetto già digerito e con un fine preciso, senza dare modo al lettore di capire il contesto.

  2. Bergamo5Stelle

    Il verbale è stato redatto dal sindaco; la frase comunque è stata detta “in diretta” anche a lui. Speriamo solo che anche il secondo comma dell’articolo 41 della Costituzione non sia frutto di “propaganda bolscevica”

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