Ambiente, Brembate, Provincia

Come combattere l’abbandono dei rifiuti? con le fototrappole!

Brembate, 25 marzo 2017

Al sindaco del comune di Brembate,
Mario Doneda

All’assessore all’ambiente,
Patrizia Marcandalli

 

PREMESSO CHE

  • L’abbandono dei rifiuti nei luoghi all’aperto e lungo le strade è un fenomeno purtroppo sempre in crescita con conseguente degrado ambientale; i rifiuti sono spesso abbandonati non solo ai bordi delle strade, ma anche a pochi passi dall’alveo dei fiumi e nascosti tra la fitta vegetazione.
  • Oltre al danno ambientale e sanitario, sussiste anche quello economico in quanto l’amministrazione comunale deve affrontare i costi per intervenire alla rimozione dei rifiuti, costi che poi si riversano anche sui cittadini con aumenti dei tributi.
  • Sono tantissime le richieste da parte dei cittadini affinché l’amministrazione pubblica non solo provveda alla rimozione dei rifiuti abusivi, ma anche che punisca i responsabili di tali azioni perché non è giusto che, per colpa di pochi e incivili individui, tutta la comunità debba pagare.
  • Il tipo di rifiuto che si trova abbandonato non è solo quello domestico; si ritrovano anche rifiuti speciali, come gli scarti delle ristrutturazioni edilizie (macerie, guaine di plastica, eternit), rifiuti RAEE (apparecchiature elettriche ed elettroniche) e quelli ingombranti (divani, materassi, suppellettili), senza dimenticare che tra questi vi sono anche rifiuti classificati come pericolosi.
  • Purtroppo l’abbandono dei rifiuti di vario genere da parte di alcuni cittadini è un malcostume difficile da sradicare e che necessità di azioni non solo per rimuovere i rifiuti da parte della pubblica amministrazione, ma anche di azioni concrete per prevenire e reprimere comportamenti illegali che possono in taluni casi anche configurare sanzioni penali.
  • L’articolo 192 del decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152 (norme in materia ambientale) vieta “l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti sul suolo e nel suolo” e “l’immissione di rifiuti di qualsiasi genere, allo stato solido o liquido, nelle acque superficiali o sotterranee”. Chi non rispetta la norma è punito ai sensi dell’articolo 255 “con una sanzione amministrativa da 300 a000 euro che raddoppia in caso di rifiuti pericolosi e da 30 a 150 euro se l’abbandono riguarda rifiuti di piccolissime dimensioni che aumenta fino al doppio per i rifiuti da fumo.

L’ articolo 256 (sempre del già citato decreto legislativo 3 aprile 2006, n. 152)  punisce,  se l’abbandono e il deposito incontrollato dei rifiuti è ad opera di un titolare di impresa  o responsabili di enti con una sanzione penale;  qualora si tratti di rifiuti pericolosi  la pena  è dell’arresto da sei mesi a due anni e con l’ammenda da 2.600 euro a 26.000 euro.

Inoltre, il responsabile dell’abbandono di rifiuti “è tenuto a procedere alla rimozione, all’avvio a recupero e allo smaltimento dei rifiuti e al ripristino dei luoghi”. Lo stesso obbligo ricade sul proprietario o conduttore dell’area. Il sindaco “ dispone con ordinanza le operazioni a tal fine necessarie ed il termine entro cui provvedere” (art. 192). Se il responsabile di tali fatti “non ottempera all’ordinanza, è punito con l’arresto fino a un anno” (art. 255). Se il responsabile non viene individuato, il sindaco ordina la rimozione e il ripristino dei luoghi, a spese del comune. Salvo, successivamente, recuperare dai soggetti obbligati le somme spese.

  • L’art. 1 comma 1 della Legge 23 aprile 2009, n. 38, che ha convertito in legge con modificazioni il Decreto Legislativo 23 febbraio 2009, n. 11 ha previsto che “per la tutela della sicurezza urbana, i comuni possono utilizzare i sistemi di videosorveglianza in luoghi pubblici o aperti al pubblico” oltre che “la conservazione dei dati, delle informazioni e delle immagini raccolte mediante l’uso di sistemi di sorveglianza è limitata ai sette giorni successivi alla rivelazione, fatte salve esigenze di ulteriore conservazione”.
  • L’autorità garante per la protezione dei dati personali, con provvedimento del 8 Aprile 2010 (Gazzetta Ufficiale n. 39 del 29 aprile 2010), stabilisce che i soggetti pubblici, in qualità di titolari del trattamento (art. 4, comma 1, lett. f) del Codice), possono trattare i dati personali nel rispetto del principio di finalità, perseguendo scopi determinati, espliciti e legittimi (art. 11, comma 1, lett. b) del Codice), soltanto per lo svolgimento delle proprie funzioni istituzionali.
  • Sempre ai sensi del provvedimento del 8 aprile 2010, al punto 5.2 “Deposito dei rifiuti”, in applicazione dei richiamati principi di liceità, finalità e proporzionalità, l’utilizzo di sistemi di videosorveglianza risulta lecito con riferimento alle attività di controllo volte ad accertare l’utilizzo abusivo di aree impiegate come discariche di materiali e di sostanze pericolose solo se non risulta possibile, o si riveli non efficace, il ricorso a strumenti e sistemi di controllo alternativi.

RITENUTO necessario un intervento urgente per la risoluzione definitiva del problema attraverso una intensificazione delle attività di controllo delle aree a rischio, realizzando anche un monitoraggio e una mappatura delle aree stesse, accertare le violazioni e applicare le sanzioni conseguenti al fine di  scoraggiare comportamenti scorretti.  Il principio che deve prevalere è quello della “tolleranza zero!

CONSIDERATO che esistono sul mercato diverse soluzioni messe a disposizione dalle moderne tecnologie, che possono essere adottate per contrastare il fenomeno incontrollato dell’abbandono dei rifiuti, una delle più efficaci ed economiche è la videosorveglianza tramite Fototrappole normalmente usate nel monitoraggio faunistico. Tale dispositivo è indipendente da reti, dotato di batterie che danno una notevole autonomia, registra video e immagini su memoria SD e alcuni modelli tramite una sim card inviano le immagini via e-mail anche con identificazione delle targhe degli autoveicoli; è inoltre dotata di infrarosso per la visione notturna e di un involucro mimetico resistente agli agenti atmosferici, e il cui costo è di circa 300 euro. Con questo sistema si potranno monitorare facilmente i diversi siti critici in quanto la fototrappola può essere spostata in continuazione in base all’esigenza, senza dover fare alcun allacciamento a reti telematiche ed elettriche.

il Meetup 195 della Media Pianura Bergamasca

CHIEDE che vengano adottati con urgenza tali strumenti di videosorveglianza (foto trappole) come dispositivi di monitoraggio, prevenzione e repressione dell’abbandono di rifiuti nel territorio comunale.

Ringraziando per l’attenzione, cogliamo l’occasione per porgere cordiali saluti.

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