Brembate

Questione fototrappole: qualcosa non torna

Il fenomeno dell’abbandono dei rifiuti, purtroppo, è sotto gli occhi di tutti coloro che vivono a Brembate. In dato 17 febbraio 2017 sulle pagine de L’Eco di Bergamo, il sindaco Mario Doneda si lamenta, più che giustamente, circa l’inciviltà di chi abbandona i rifiuti lungo il fiume Brembo; per ripulire il tutto, quantifica in circa 2.500 euro il lavoro dei bravi volontari. Nel pezzo, nessun accenno a modalità operative per contrastare attivamente i vandali.
Come Meetup della Media Pianura Bergamasca, particolarmente attenti alle problematiche ambientali, ci attiviamo e recuperiamo dalla rete una mozione inerente alle fototrappole dispositivi da posizionare sul territorio per pizzicare i furbetti che abbandonano sacchi dell’immondizia un po’ ovunque; la condividiamo con altri attivisti della provincia di Bergamo, la integriamo e la modifichiamo con il lavoro di tanti attivisti. La mozione (approvata da tantissimi consigli comunali dove era già stata presentata) verrà poi sottoposta nei mesi successivi in vari consigli comunali della bergamasca dove sono presenti gruppi del Movimento 5 Stelle. A Brembate, con il motto di “tolleranza zero” la inviamo al sindaco come e-mail protocollata in data 25 marzo.

Pochi giorni dopo, il 27 marzo, a margine di un incontro avuto in comune per discutere dell’apertura di una sala Slot nei pressi di Leolandia, lo stesso sindaco ci informa di avere acquistato una videocamera mobile e che sta lavorando da diversi mesi sul progetto.

L’11 maggio, durante il consiglio comunale, il consigliere di minoranza della Lega Nord, Christian Colleoni, ricorda (al minuto 0.33.00 circa del video) in aula la nostra proposta (che nel frattempo avevamo condiviso sui social): perché il comune non si può dotare di fototrappole? Il sindaco, sollecitato a rispondere, replica (al minuto 1.08.00 circa)  che “è una proposta che valuteremo se realizzare”.

Dopo qualche mese di silenzio, sollecitato nuovamente per altre questioni, in data 29 maggio il sindaco ci risponde via e-mail invitandoci a prendere contatto con due vigili di Brembate al fine “verificare l’opportunità di procedere alla formulazione di un progetto”.
Il sindaco, precisando di non aver alcun dubbio da fugare, ci invita ad elaborare un progetto “che tenga conto della normativa vigente, con tanto di piano finanziario dell’investimento (acquisto attrezzatura, modalità e costi di installazione e di collegamento, individuazione siti in cui installare la fototrappola, allestimento per ognuno di essi della segnaletica prescritta, proposta attuativa in merito a possibile furto o danneggiamento dell’apparecchiatura, regolamento di esercizio se necessario, responsabile del progetto e della sua attuazione, ecc.)”.

Successivamente avrebbe poi discusso in giunta il da farsi.

Sabato 17 giugno ci saremmo dovuti vedere con i due vigili indicati dal sindaco. Ma la notizia appresa ieri sera dalla pagina Facebook de Il Comune Amico, ci ha letteralmente spiazzati: “Dall’inizio dell’anno, senza proclami, ci siamo dotati di sistemi di videosorveglianza mobili con i quali, dopo adeguato periodo di prova, sono stati individuati e sanzionati i responsabili di vari atti di inciviltà“.

Poiché quanto abbiamo riportato sopra è tutto documentabile, qualcosa di quanto scritto ieri sulla pagina Facebook de Il Comune Amico non torna.

Perché il Sindaco avrebbe risposto in consiglio comunale, a precisa domanda di dotare il comune di fototrappole che: “è una proposta, la valuteremo”?
Perché chiederci di elaborare un progetto, invitandoci anche ad indicare il piano finanziario di investimento, se tale progetto (al di là di chiamarle fototrappole o videocamere mobili) era già operativo nella sostanza?
Per quanto ci riguarda, al netto della bontà dell’iniziativa, di cui condividiamo totalmente gli scopi e le finalità, ci chiediamo se il comportamento dell’Amministrazione verso il nostro contributo disinteressato e fattivo sia stato coerente.

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