Brembate

Fototrappole: i “soggetti proponenti” dicono la loro

Abbiamo letto la risposta che la giunta, per mezzo dell’assessore Rosa, ha dato all’interrogazione del consigliere Colleoni in merito alle fototrappole. Magari ci sbagliamo, ma ci sembra di essere stati tirati in ballo in qualità di “soggetti proponenti”. Abbiamo già esternato oltre un mese fa il perché ci siamo “tirati indietro” rispetto alla proposta avanzata dall’attuale giunta di Brembate. E benché l’assessore Rosa scriva di essere dispiaciuto, nessuno si è fatto vivo o ci ha risposto nel merito alle “incongruenze” evidenziate.
Lungi da noi voler “minimizzare” lo strumento (anzi, l’abbiamo proposto per primi!), come abbiamo ripetuto mille volte (ma forse le volte non sono bastate…) le fototrappole presentano l’enorme vantaggio, rispetto ad una normale videocamera mobile, di non dover essere collegate alla rete elettrica: funzionano a batteria, ma in commercio ve ne sono anche di funzionanti a pannelli solari. La normativa che le regola è del tutto analoga a quella delle videocamere.
Chiederci, quindi, un “progetto strutturato” in cui venisse anche indicato dove reperire i fondi da mettere a bilancio per l’acquisto dei dispositivi proposti, ci è sembrata alquanto bizzarro, soprattutto tenendo conto dell’esiguità della spesa richiesta (una fototrappola costa poche centinaia di euro) e che, molto recentemente, il comune ha messo a spesa 2450 euro per un rilievo planimetrico mediante drone… Insomma, quando si tratta di trovare soldi per argomenti che le stanno a cuore, questa amministrazione ha dimostrato di avere le idee molto chiare nel reperire i fondi necessari.
Riteniamo tuttora il progetto delle fototrappole efficace e di immediata realizzazione (come fatto da centinaia di altri comuni in tutta Italia). La possibilità di spostare più dispositivi in più punti nel paese permetterebbe non solo di controllare i 170 cestini, ma anche le rive del Brembo, spesso usate come “discarica a cielo aperto” e di poter così finalmente sanzionare i responsabile di questi comportamenti alquanto incivili, i cui costi ricadono sempre sulla collettività. Non è di certo parlandone sui social che si otterrà un effetto deterrente per i furbetti del “sacchetto”: sono necessarie reali azioni sanzionatorie.
Purtroppo le nostre buone idee o sono modificate (volutamente?), rendendole poi di fatto inefficaci (come questa delle fototrappole, sostituite con una videocamera, di fatto “inutilizzabile” allo scopo preposto), o sono ignorate (come quella dei cassoni delle plastiche e delle altre plastiche, che attende da oltre due mesi una risposta). Oppure fanno la fine di quella della Tariffa Puntuale, proposta allo stesso sindaco oltre un anno fa con la promessa di risentirci “per approfondire”, salvo poi sentirsi rispondere “che noi siamo già andati avanti senza di voi”… Tariffa Puntuale che a Brembate è stato deciso che “si farà”, ma non ci è dato sapere quando. Un vero peccato, tenuto conto degli enormi vantaggi accertati che un tale sistema porta nelle tasche dei cittadini. Un po’ come la storia delle fototrappole…

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